Da brivido

9 07 2009

La tv non consola. Il palinsesto estivo come ogni anno è gelido. Remake su remake, repertori abusati, nastri logori. Anche la Carrà che canta, urla e si contorce tarantolata. Mino Reitano, pace all’anima sua, che storpia Villa. I soliti quanto inutili servizi sul meteo. Inutili perché non ci prendono mai e quando ci azzeccano non aggiungono nulla di nuovo. Fa caldo. Ma questo già si sapeva.

In questo panorama non possono che spiccare le poche serie sopravviuste e le new entry. Non male la prima serata con Ghost. La recitazione è pessima e il copione troppo buonista perfino per un italiano. La tematica però è abbastanza nuova.

Non brilla, invece, il ritorno del patinato Beverly Hills. Forse perchè appartengo alla prima generazione di spettatori, forse perchè non basta incipriare la trama e tornare a riproporre storie troppe vecchie. E troppo luccicanti per questo periodo di crisi.

Si aggiudica il podio Eli Stone. Fra commedia  e dramma umano, gli episodi sono appassionanti e originali. Malattia, lavoro, amore e un un uomo, il protagonista, che non recita la caricatura di se stesso. Finalmente un maschietto che sa piangere, ridere, sbagliare e tormentarsi come, di solito nelle fiction, vediamo fare solo alle donne.





Cercando un altro Egitto…

26 05 2009

Ne è passato di tempo, eppure sembra ieri che ho aperto questo blog… In fretta come in fretta me ne sono dimenticata… La costanza non è il mio punto forte. Ma ci sto lavorando.

Così come sto lavorando a cercare lavoro. Otto ore al giorno davanti al monitor uguale zero risposte. Non c’è nemmeno più la soddisfazione di essere scartati. Tante domande e poche risposte. E non si tratta solo di abbassare il tiro, di addattarsi. Anzi di essere flessibili come dicono oggi. Quanto che siamo troppi a cercare un posto di qual si voglia genere e sono troppo pochi quelli disposti a offrirlo. La morale è sempre quella. Se almeno di precari si parla, di quelli che neanche riescono ad entrare nel mondo del lavoro non ci siamo ancora accorti.

A 27 anni, anche se hai una laurea, anche se è specialistica, sei troppo vecchio per fare il commesso o il cameriere. Devi pregare per uno stage NON RETRIBUITO, scannarti con altri poveri cristi come te. E per campare? Per sopravvivere cosa devi fare? Io non l’ho ancora capito. E voi?





Perché Myspace non è un social network

2 03 2009

Le peculiarità di Myspace sono quattro: personalizzazione, convergenza, governance dal basso, apertura potenziale. All’opposto di Friendster e Facebook gli utenti condizionano la politica di gestione del portale, il sistema permette totale visibilità, il sito ospita più media e più applicazioni, gli iscritti sono liberi di scegliere modalità di fruizione, con l’unico limite di non nuocere ad altri e non violare la normativa internazionale, e sono anche liberi di customizzare qualsiasi sezione del profilo. Se la libertà è ed è stata la chiave del successo di Myspace, dal punto di vista teorico pone problemi concettuali alla definizione della piattaforma come sito di social network. La socialità fine a se stessa è ciò che separa i sns da siti con feature simili, questa componente è presente anche in Myspace, ma non è l’unica. La piattaforma è luogo di ritrovo (“hanging out”), ma è anche uno spazio in cui avvicinarsi ai linguaggi di programmazione ed alla sperimentazione mediale e una vetrina per musicisti e artisti a caccia di pubblico e talent scout. In più, oltre ai profili, sul portale sono presenti blog, forum, video e musica. Si tratta di servizi, applicazioni e media che non rientrano in alcun modo nella classe dei social network e che rappresentano sia una componente degli scambi relazionali che un’attività a parte, per scopi e sviluppo. Un altro aspetto che distingue Myspace dal tipico social network è la tipologia di legami. Facebook vincola i propri iscritti alle connessioni con conoscenti e la struttura del sns non consente di arginare facilmente questa limitazione. Myspace promuove nella politica e nell’architettura qualsiasi tipo d’interazione, sia per quanto riguarda il grado di conoscenza sia per quanto riguarda gli scopi. Nell’insieme Myspace si viene così a configurare come un portale sui generis. Considerato erroneamente da molti il primo social network, è senza dubbio uno dei più popolari e famosi. Tuttavia le sue anomalie sono così numerose ed evidenti, da poter parlare, a mio avviso, di un caso borderline. Myspace ha riunito in sé elementi nuovi (networking) e relativamente più datati (blog e forum), ed ha farcito il tutto con servizi multimediali che non sono funzionali al sns, ma godono di una loro autonomia. Tanto che per visualizzare i video o ascoltare musica non è necessario far parte del network. L’interrogativo che si pone a questo punto è se Myspace possa essere considerato un social network. In altri termini, fino a dove può spingersi la mescolanza di generi senza portare un sns a non essere più tale? Se Myspace può essere considerato un social network, occorre ammettere che la sua appartenenza non è esclusiva. In questo caso, si potrebbe affermare che Myspace è sia un sns che un forum, un blog e un portale multimediale. Negando che un social network possa restare tale anche in presenza di servizi totalmente estranei, Myspace non potrebbe più essere considerato un sns, ma solamente un portale che riprende alcune delle caratteristiche dei sns, al pari dei siti di dating come Match. Com, che pur possedendo in parte elementi dei social network, non sono dei social network.





A tutte le donne di Alda Merini

26 02 2009

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

Fonte: Alda Merini official site





La Gallina e l’Homo Sapiens di Aldo Rossi

26 02 2009

Vivevo libera in cascina
in mezzo al prato a scorazzare.

Mi svegliavo alla mattina

con la voglia di volare.

Io mangiavo granoturco e impasti di farina,

ora mangio strane cose che tu chiami vitamina.

Mi hai rinchiuso in strette gabbie

dove non si può volare,

mangio sempre giorno e notte,

sempre uova devo fare.

Non so più se è giorno o notte

c’è la luce sempre accesa,

spero tanto che si spenga,

ma inutile è l’attesa.

Un brutto giorno mi ammalai

di una strana malattia,

tu allora decidesti che dovevo andare via.

Una tuta hai indossato per timore, udite, udite,

di poterti ammalare della brutta polmonite.

Sarai pure un Homo sapiens,

ma una cosa non la sai

che se sforzi la natura

prima o poi saranno guai.

Aldo Rossi

Fonte: I pensieri in rima di Aldo Rossi





Ventura vs De Filippi

26 02 2009

Personalmente non condivido coloro che per una sorta di snobbismo intellettuale dicono di non guardare la televisione. Il mio disappunto aumenta se a fare queste affermazioni sono dei laureati in scienze della comunicazione. Per capire e studiare il settore occorre, secondo me, spazzare via qualsiasi forma di pregiudizio sull’oggetto di studio. Affermare a priori di considerare un certo medium indegno è una posizione poco scientifica e molto superficiale. Soprattutto considerando che il medium in questione è a oggi quello più diffuso e sicuramente il più accessibile economicamente e culturalmente.
Certo, specializzarsi è fondamentale, essendo impossibile seguire bene tutto per limiti di tempo ed energie. Chiusa parentesi.
L’argomento di questo post è, infatti, un altro: un confronto a pelle fra Amici e X Factor.
Di primo acchito mi verrebbe da dire che i ragazzi di Canale 5 sembrano tecnicamente più forti. Hanno voce e intonazione. Ma bastano queste qualità per definirsi cantanti? O piuttosto sono prerogative del buon esecutore?  Io propendo per la seconda ipotesi. E preferisco da questo punto di vista i baldi giovani della Ventura, che pur non possedendo le stesse capacità canore hanno in molti casi quel famoso non so ché. Quello che gli insegnanti chiamano genericamente “comunicazione” e che io definirei piuttosto capacità di tenere alta l’attenzione, di riempire il palcoscenico.
E credo che ci sia più bisogno di queste doti che non delle prime. I bravi esecutori restano spesso confinati nelle retroguardie e non si sente granché il loro bisogno. Visto e considerato anche che i cantati e autori originali dei pezzi già ci sono e non necessitano di controfigure.
Quello che serve forse è la personalità, un certo carisma. E da questo punto di vista i ragazzi di X Factor sono probabilmente un passo avanti.





Facebook me!!

25 02 2009

In tempi non sospetti intrapresi lo studio dei social network. Prima che esplodesse Facebook e l’intera categoria diventasse uno di quegli argomenti che si inzuppano nel caffelatte la mattina, fanno la coda alle poste insieme a noi e si siedono sulle cattedre dei docenti universitari.

Tutto è nato per caso e non senza dolore. Dovevo trovare un argomento per la tesi, era luglio 2008 e la mia prof. se ne uscì con i social network. Impiegai i primi due mesi a cercare di capire a cosa si riferiva. Il resto in confronto fu una passeggiata. Anche se il materiale era tutto in inglese e nemmeno di facile reperimento.

Alla fine sono riuscita nell’impresa e le mie fatiche hanno preso forma in un librino di cento pagine discusso pochi giorni fa.

Ne pubblicherò alcuni estratti su questo blog. Chi fosse interessato a saperne di più o avesse bisogno di leggerlo per motivi di studio, lavoro, curiosità mi può scrivere a gallinasapiens@gmail.com. Sarò felice di passervelo.





Gallina Sapiens, per gli amici Gas

25 02 2009

Piacere, Gallina Sapiens!
Sono una giovane, ma non troppo, neolaureata in comunicazione un po’ sapiens e un po’ gallina. Sapiens è una parolona, lo so, e più che una realtà è un’ambizione. Gallina in quanto donna in un Paese di veline, in cui siamo ancora discriminate lavorativamente e culturalmente. E allora, per non piangere, meglio sdrammatizzare.
Anche perché agli uomini le donne troppo sapiens fanno paura e, dunque, meglio giocare anche la parte della Gallina. Ma solo per divertimento e solo in certi contesti e solo con la testa.

Le mie passioni sono tante e per questo discontinue. Sono un’osservatrice attenta ma volubile, mi piace spaziare. Ed alla fine seguo di tutto un po’. La mia mente è un patchwork di pensieri e parole nei quali mi perdo. Sognando un lavoro, anche un co.co.pro. addirittura un tirocinio, retribuito, si intende.
Quando non curriculo, gioco con il mio gatto, osservo le carte astrologiche e mangio libri, giornali, riviste. Che la curiosità è femmina, e la perspicacia pure.  Ma non chiamatemi femminista please.








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